I fiori del risveglio, i semi della bellezza

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La natura descrive continuamente se stessa, le sue leggi, la sua storia e i suoi segreti più intimi. Usa con grande sapienza un linguaggio creativo e poetico, ricco di simboli, metafore, analogie e similitudini. Lo fa talvolta in modo eclatante, con fenomeni potenti e prodigiosi, per manifestare la sua indiscutibile superiorità; oppure lo fa in modo velato, seminando qua e là semplici indizi, minuscoli dettagli, che forniscono preziose chiavi di lettura.
Questi racconti scivolano via di fronte ai nostri occhi distratti, semichiusi, oppure offuscati dal malefico filtro della quotidianità. Imparare a leggere e decodificare questo linguaggio è compito del ricercatore attento, che non si accontenta di risposte preconfezionate e cerca di indagare oltre le apparenze.

Il mandorlo è un simbolo vivente a tutti gli effetti, e anche un esempio per tutti. È una pianta rustica di medie dimensioni, ha poche pretese, si adatta a terreni aridi e avari di nutrimenti. Anticipa la primavera con straordinarie fioriture precoci, lasciandosi ingannare dai primi tepori. Lo fa sempre con estrema grazia e generosità, per offrire i primi soccorsi alimentari a schiere di preziosi insetti impollinatori che attendono affamati l’arrivo della bella stagione. I mandorli sono le avanguardie della natura che si risveglia, le forze schierate in prima linea per contrastare gli ultimi colpi di coda dell’inverno.

Fioritura dei mandorli nell’azienda agrigola In Our Garden Sardinia, marzo 2021

I mandorli sono come gli artisti, sempre in anticipo sui tempi, perché con la loro sensibilità riescono a cogliere i primi segnali dei cambiamenti in atto; cambiamenti importanti, epocali, quelli che segnano la fine di un ciclo e l’inizio di un altro. Cambiamenti necessari, improrogabili, che aprono nuovi scenari e determinano nuovi salti quantici. Sono i gradini che scandiscono il percorso evolutivo del genere umano.

I rami sottili dei mandorli, ancora poveri di foglie ma ricoperti di candidi fiori delicatissimi, devono resistere alle gelate improvvise, alle grandinate e ai venti sferzanti del mese dei carnevali. Poi quando arriva il caldo sopportano il carico di pesanti frutti dal sapore aspro, acidulo e dal contenuto parzialmente tossico.
Bisogna attendere ancora qualche mese perché arrivi a maturazione il seme, l’unica parte commestibile della pianta. Il prezioso seme è rivestito da una pellicola fibrosa, tegumento, che cambia colore e consistenza durante la maturazione. Serve a conservare il giusto grado di umidità. Il seme è poi protetto da un robusto guscio legnoso a forma di conchiglia, endocarpo, che in alcune varietà risulta duro come le pietre o come certe conchiglie.

Foto In Our Garden Sardinia